Torno a casa alle 20, dopo che sono sveglia da 15 ore e ho zampettato tutto il giorno tra lavoro, faccende domestiche, spesa al supermercato e coda interminabile all’ufficio postale. Quando si lavora col caldo, la pelle appiccica peggio della carta moschicida. Spenderò l’ultima tacca della batteria per preparare la cena e poi mi andrò a lavare. Dopo qualche minuto, Sheldon si accorge che sono tornata, fa capolino e mi saluta:
Sheldon: «Bentornata! Com’è andata a lavoro?»
Io: «Nammerda. Sono stufa agra. Adesso mangiamo, che poi voglio farmi una doccia.»
Sheldon: «Okay. Io sto leggendo un attimo le mail. Dammi cinque minuti.»
Detto questo, sparisce di nuovo. Io nel frattempo, mi metto le ciabatte, mi lavo le mani e vado a preparare la cena. Prendo i petti di pollo e le zucchine dal frigo, posiziono la piastra e accendo il fuoco, dopodichè inizio ad affettare le zuchine. Una volta affettate, le dispongo man mano sulla piastra e le griglio. Tempo trascorso: 15 minuti.
Mi affaccio alla porta dello studio:
Io: «Cosa stai facendo? I cinque minuti sono passati da un pezzo.»
Sheldon: «No, niente, sto leggendo un articolo su Punto Informatico.»
Io: «Per favore, puoi leggerlo dopo. Vieni in cucina. Guarda che tra pochi minuti è pronto.»
Sheldon: «Si, un attimo e arrivo.»
Torno in cucina e comincio a preparare la tavola. Metto piatti, bicchieri e posate. Prendo l’acqua dal frigo e i condimenti dallo stipetto. Preparo due piatti con le zucchine grigliate, uno per me e uno per lui. Nel frattempo, metto a cuocere i petti di pollo sulla piastra e taglio il pane. Tempo trascorso: altri 10 minuti.
Non sentendolo arrivare, lo chiamo dalla cucina:
Io: «Sheldon, ti muovi? Guarda che è quasi pronto! Guarda che poi si fredda!»
Nessuna risposta. Intanto la carne si è cotta, perciò la metto nei piatti, spengo il fornello e lo chiamo ancora.
Io: «Sheeeldooon!! E’ prontooo!!»
Aspetto ancora un paio di minuti, poi mi affaccio di nuovo nello studio e lo trovo con le cuffie in testa che sta giocando ad Urban Terror. Il delirio scorre potente nelle mie vene:
Io: «Porc@#!&#! E’ pronto da un’ora! Alza il culo o ti scaravento dalla finestra, te e il computer!»
Sheldon, flemmatico, si toglie le cuffie, chiude le applicazioni e si dirige verso la cucina:
Sheldon: «Si, okay, adesso arrivo. Non c’è mica bisogno di incazzarsi.»
Certe volte mi piacerebbe essere uno dei personaggi di quel videogame e…

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